#youmission

Chi parla di voler inseguire la propria Missione di solito lo fa perché da qualche parte dentro di lui iniziano a serpeggiare domande come “Perché sono qui?” e “Chi sono?”.

…Non succede a tutti, ovviamente, ma da qualche anno a questa parte succede a tantissimi.

Potremmo scrivere pagine e pagine sul perché proprio adesso sta succedendo tutto questo (…e lo faremo), ma adesso ci concentreremo su alcuni passi che riguardano le fasi più iniziali e quali sono le soluzioni per uscire dallo smarrimento. 

Questa che possiamo chiamare una vera e propria ricerca interiore, avvenire in modi diversi, ma si riesce facilmente riconoscere queste situazioni:

 

  1. Le domande nascono dentro di noi, quasi all’improvviso, ci accorgiamo che la vita che abbiamo vissuto finora non… non è la nostra vita! Sentiamo che siamo nati per qualcosa di diverso, ma non sappiamo cosa.
  2. Perdiamo improvvisamente il lavoro, veniamo licenziati, e non riusciamo più a colmare questo vuoto nel modo “comune”, cioè trovando un lavoro in sostituzione a quello che avevamo già.
  3. Una relazione su cui contavamo molto, magari un matrimonio o un fidanzamento, finiscono e così noi perdiamo i nostri riferimenti.
  4. Perdiamo una persona importante nella nostra vita, per una morte improvvisa o una malattia, perdita che, di nuovo, ci fa perdere dei riferimenti.
  5. Subiamo un tracollo finanziario, non sappiamo più come vivere.

 

Ebbene si, tutte queste situazioni che sembrano appartenere a cose completamente diverse tra loro e sembra non abbiano nulla a che vedere con quella che potrebbe essere la ricerca e la ri-scoperta della propria Missione, hanno invece proprio questo unico obiettivo: RISCOPRIRE NOI STESSI, permetterci di capire chi siamo, permetterci di avvicinarci ad un percorso più allineato alla nostra natura più autentica.

E’ quando crolla tutto che si apre lo spazio alla nostra vista per vedere quello che prima non vedevamo.

 

Ogni volta che perdiamo i riferimenti nella nostra vita, ogni volta che non sappiamo chi siamo, ogni volta che non possiamo più contare su quello che era o c’era, insomma ogni volta che sperimentiamo un CAMBIAMENTO SIGNIFICATIVO, allora abbiamo la possibilità di ripartire SOLO DA QUELLO CHE CONTA E CON CUI POSSIAMO DAVVERO CONFRONTARCI: NOI STESSI.

 

Capite perché spesso riscoprire la propria Missione non è una cosa che può succedere rapidamente? …Perché prima deve crollare il mondo che c’era, dobbiamo accettare che questo è successo o sta succedendo (questa spesso è la parte più dura e complessa, perché l’essere umano istintivamente cerca la sicurezza), dobbiamo avere il coraggio di guardarci dentro e iniziare a formulare una NUOVA E PIU’ AUTENTICA VISIONE DI NOI STESSI e questo significa IMPARARE A NON CURARCI DEL GIUDIZIO ALTRUI e NOI PER PRIMI DOBBIAMO IMPARARE AD ACCETTARE CHI SIAMO DAVVERO

Il giudizio che formuliamo nei confronti di noi stessi è il nostro nemico numero uno in quanto al tema di allinearci alla nostra Missione. Se non siamo capaci di accettare la nostra vera natura, come possono farlo gli altri? 

 

Mi verrebbe da dire che 90 volte su 100, la propria Missione non ha niente a che vedere con quella che era la nostra vita “prima”, e così fare il passo di abbandonare quello che era, diventa un atto di coraggio. Spesso le persone e gli ambienti che sono intorno a noi sono ancora in linea con la vita che era “prima”,  e anche questo atto di coraggio di fare il passo in avanti lasciando qualcosa che sappiamo non ci appartiene più, non è cosa che si fa in breve tempo.

 

…Ebbene, ancora non sappiamo quale è la nostra Missione, eppure la stiamo già compiendo.

Ecco che a questo punto della nostra ricerca possiamo contare solo su una cosa: su quello che siamo adesso.

Spesso vedo compiere questo errore. Cioè, che “bisogna aspettare qualcosa” per iniziare a realizzare coscientemente la propria Missione: i soldi, un corso, un titolo di studio, un certo tipo di esperienza, una casa, che i figli crescano, e bla, bla, bla. SBAGLIATO. Quando iniziate a comprendere dentro di voi anche se in maniera non chiara che c’è dell’altro, anche se non sapete esattamente qual è la direzione da prendere, bene, quello è il momento in cui si deve iniziare ad AGIRE.

 

La motivazione segue l’azione, e non il contrario.

 

Dunque, da un piccolissimo passo, quello più vicino a quello che siete ora SENZA DOVER ASPETTARE NULLA, è da qui che inizia il PERCORSO IN ALLINEAMENTO.

Come dico sempre, la natura non fa le cose a caso (qualcun altro diceva che Dio non gioca a dadi 😉 ) e se sentiamo una determinata spinta, allora l’unico modo è FARE una qualsiasi piccola azione che possa essere opportuna con quello che state facendo. NON C’E’ BISOGNO DI NESSUN GESTO ECLATANTE.

Come ho detto prima, quello che ci aspetta è molto, troppo diverso da quello che facevamo prima per essere riconosciuto subito con facilità, ma solitamente è molto, molto, MOLTO più semplice di quello che sembra ed SEMPRE ALLA NOSTRA PORTATA. Non c’è nessuna situazione esclusa da questo.

Allora, questa è la soluzione più semplice da attuare quando siamo nella situazione di voler seguire la nostra Missione ma siamo troppo disorientati e CI SEMBRA di non avere la risposta (così non è, la risposta c’è sempre, ed è proprio sotto il nostro naso): AGIRE, fare la cosa più naturale e semplice che ci viene da fare da dove ci troviamo in quel momento, per come siamo in quel momento. E ovviamente, non fermarsi lì. Se continuiamo ad agire, l’effetto sarà quello “palla di neve”, e più o meno velocemente (la velocità di come andranno le cose dipende ESCLUSIVAMENTE da quanto siamo vincolati ai nostri schemi mentali) la situazione, il nostro percorso, risulterà sempre più chiaro.

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